Perché gli atei parlano di Dio?

Molte persone si domandano come mai ci sono atei che parlano spesso di Dio, anche di più degli stessi credenti.
Il motivo è molto semplice: noi "atei militanti" vogliamo diffondere il Libero Pensiero in modo da far riflettere tutte quelle persone che danno per scontato l'esistenza di Dio a causa dell'influenza subita dalla cultura dominante.
Quasi tutti i credenti, infatti, si limitano a seguire la prima religione con la quale hanno a che fare, quasi sempre quella presente all'interno della famiglia, per cui spesso una persona non diventa cristiana o musulmana per una scelta consapevole e per fede, ma solo per abitudine.
L'ateismo è universale, nel senso che un ateo nato in Italia non è diverso da un ateo nato in Giappone, questo perché l'ateismo si basa sull'assenza di fede, ovvero di quella "fiducia" che porta a credere in cose non supportate da prove concrete, invece per le religioni il discorso è opposto, nel mondo ci sono tante religioni e divinità, per cui se una persona crede in Dio e vuole seguire una religione dovrebbe prima fare un percorso spirituale confrontandosi con più religioni possibili, ma questo non accade quasi mai, di conseguenza, il credente medio che segue una religione non ha scelto con la propia testa quella religione, ed è una cosa molto grave, una vera offesa all'intelligenza umana.
Chi diventa cristiano perché nasce in una famiglia cristiana senza fare un percorso di crescita personale alla fine non solo offende la propria intelligenza, ma offende anche quei credenti che invece danno valore alla fede e fanno un vero percorso spirituale, e quando scelgono una religione si sforzano di seguirne le regole, mentre il cattolico medio se ne frega di non fare sesso prima del matrimonio e conosce a stento i 10 Comandamenti.
Da un certo punto di vista, questo modo di fare (a dir poco superficiale) offenderebbe persino Dio se esistesse, perché la stragrande maggioranza dei credenti non lo cerca davvero, non ha fede, sono pochi i credenti disposti a seguire le regole della propria religione, ma questo è dovuto proprio al fatto che raramente si tratta della "propria" religione: quasi sempre è la religione presente nella famiglia e nel luogo nel quale la persona nasce per caso, ergo, spesso la fede è solo la conseguenza di una casualità geografica-culturale-temporale.
Quelli che oggi credono fermamente nel Dio cristiano e nella Vergine Maria, se fossero nati nell'antica Grecia avrebbero creduto a Zeus nella dea Athena. 
Se gli atei parlano di Dio, è solo per far capire al credente medio che non ha fatto una scelta con la sua testa.
Senza contare che spesso la religione influenza anche la politica...questa è la cosa più triste.
« Non c'è in fondo che una definizione valida: l'ateo è un credente divenuto adulto. » 
(Thomas Cleaners jr, Dio, l'oroscopo e altri veleni, 2000.)

Francesco Avella
Scrittore e Blogger UAER

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