La logica di Zichichi non confuta l'ateismo.

Nel suo saggio "Perché io credo in colui che ha fatto il mondo", il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi afferma che «L'ateismo è una costruzione logica contraddittoria.
Essa infatti parte dalla negazione del trascendente e affida tutta la sua credibilità al rigore logico nell'immanente.
Questo rigore logico nell'immanente vuol dire matematica e scienza.
Né l'una né l'altra riescono a dimostrare che dio non esiste. l'ateo afferma di non poter credere in dio per rigore logico, ma questo rigore non riesce a dimostrare che dio non esiste».
Il ragionamento si basa quindi sulla premessa che dio fa parte del trascendente, ma in realtà questa è una premessa sbagliata, in quanto l'uomo ha creato una miriade di credenze che fanno parte unicamente della fantasia umana, ed è sempre l'uomo che ha innalzato dio al trascendente, quando, invece, dovrebbe essere messo sullo stesso piano di tutte le altre credenze umane.
Come disse Euclide, «Ciò che è affermato senza prova può essere negato senza prova»
, ed è su questa logica che si basa l'ateismo che, in estrema sintesi, è semplicemente il rifiuto di credere in qualcosa senza avere elementi idonei che possono portare a credere nella stessa.
Come spiega Dawkins nel suo saggio "l'illusione di dio", dal punto di vista scientifico non si può dimostrare l'inesistenza di nulla in modo assoluto, nemmeno delle fate o degli elfi, quindi è vero che il rigore logico di cui parla Zichichi non può dimostrare l'inesistenza di dio, ma questo vale per tutte le credenze, ed è proprio per questo che la sua tesi è sbagliata, perché se al posto di dio mettessimo le fate, gli elfi oppure i licantropi sarebbe la stessa cosa, né la matematica né la scienza potrebbero dimostrare in modo assoluto l'inesistenza di questi esseri.
Ed è proprio per questo motivo che l'ateismo è una posizione logica e razionale, poiché solo basandoci sull'onere della prova possiamo dividere la realtà dalla fantasia, ed è molto più logico considerare dio inesistente fino a prova contraria piuttosto che innalzarlo al trascendente per fede.
Nessuno si lamenta se con il rigore logico si esclude l'esistenza delle fate e degli elfi, ma quando si tratta di dio, l'uomo non accetta la sua inesistenza con la stessa facilità, evidentemente è troppo bello pensare di essere figli di un essere perfetto che ci donerà la vita eterna, peccato che i desideri non cambiano la realtà dei fatti: fino a prova contraria dio non esiste e non può essere considerato più reale di tante altre credenze.

Quando chiesero a Bertrand Russell che cosa avrebbe detto se, dopo la morte, si fosse trovato di fronte a dio e dio gli avesse domandato perchè non aveva creduto in lui, la risposta (direi quasi immortale) fu: «Prove insufficienti, dio, prove insufficienti». (Richard Dawkins, l'illusione di dio)
Scrittore UAER

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Commenti: 1
  • #1

    danuefranc (giovedì, 28 marzo 2013 01:17)

    Ottima risposta a Zichichi.